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Albicocche: nutrienti e benefiche

La bella stagione porta con sé, oltre al piacere indiscusso delle giornate di sole, della possibilità di fare gite piacevoli, e anche dell’avvicinarsi progressivo delle ferie e del riposo, anche una dieta differente, dove ai piatti spesso più calorici e pesanti tipici dell’inverno si sostituisce un’alimentazione più leggera e sana, ricca di alimenti freschi e crudi, con meno grassi e più verdura e frutta. E fra i primi frutti che la bella stagione ci dona possiamo sicuramente annoverare le albicocche, che proprio in questo periodo spuntano in tutto il loro massimo splendore sui banconi dei fruttivendoli. Ma oltre ad essere buone, fanno anche bene: scopriamo insieme i loro benefici!

Le albicocche sono una sorgente eccellente di fibre alimentari: nella buccia (che ricordiamolo, dopo essere stata lavata accuratamenta si può e si deve mangiare!) contengono cellulosa e lignina, mentre nella polpa sono ricche di pectine solubili. Oltre a questo, basta guardarle per notarne il colore: quel giallo dorato deriva dal loro elevato contenuto di caroteni (incluso il beta-carotene) che le conferiscono un’alta quantità di vitamina A, e le albicocche sono anche ricche di vitamina C.

Tanta ricchezza nutritiva si accompagna però ad un pericolo nascosto – anche se, per fortuna, si tratta di un pericolo facilmente evitabile. Non tutti infatti sanno che il nocciolo dell’albicocca (come del resto la corteccia e le foglie dell’albero) contiene una sostanza nota come amigdalina, completamente naturale, ma che durante i processi digestivi, a contatto con gli acidi dello stomaco, reagisce degradandosi e libera acido prussico, o cianuro d’idrogeno – sostanze potentemente velenose. Conviene quindi assicurarsi, se affettiamo un po’ d’albicocche per una ricca macedonia, di non lasciare per errore schegge del duro nocciolo nella ciotola.

Dei molti modi in cui è possibile gustare le albicocche – fresche, in conserva, ridotte in succo, o perfino in marmellata, o come elementi di ottime torte – uno in particolare, meno noto qui in Italia che in altri Paesi del mondo, si rivela il migliore dal punto di vista della nutrizione, ed è quello che prevede di degustare le albicocche disidratate; eliminata l’acqua, infatti, la quantità di frutta ingerita è (attenzione però agli zuccheri!) pressochè solo costituita di nutrienti e fibre. Naturalmente, come qualsiasi alimento, anche l’albicocca è benefica ma non per tutti: esistono diete nelle quali deve essere ristretta, o anche completamente esclusa. Ne sono un esempio le diete a basso contenuto di fibre e di potassio, e per quanto riguarda le albicocche disidratate anche quelle a basso tenore di sodio, dato che quest ultime sono ricche di solfato di sodio.