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La gestione dei rifiuti europei

La raccolta differenziata è una realtà che invade ormai quasi tutto il territorio italiano eppure, nonostante l'esperienza insegni, spesso si commettono tutt'oggi alcuni errori non indifferenti, che ostacolano il compito nobile che, gli operatori ecologici, compiono ogni giorno al fine di salvaguardare il pianeta e la città che occupiamo indifferentemente. Se le vaschette che contengono le nostre verdure non sono di plastica, di cosa sono fatte? Dove va a finire un tovagliolo sporco che non è più riciclabile? Qualsiasi cosa venga in mente di gettare via, ha una sua specifica destinazione, una meta, segnalata da un codice, detto codice CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti) , il quale determinerà tutte le tipologie di lavorazione che subirà nel suo processo di smaltimento.

I rifiuti urbani

Le statistiche sorprendono: gli stati membri dell'unione europea producono, in media, tra i 500 e i 600 chili per abitante l'anno di rifiuti urbani. Tonnellate e tonnellate di rifiuti, periodicamente, finiscono nelle discariche, ovvero degli autentici cimiteri delle nostre scorie casalinghe, nei quali nulla è destinato alla rigenerazione e alla rinascita. Le isole ecologiche, le quali sono ben lontane dall'essere assimilate all'idea di discarica, sono le portatrici sane della raccolta differenziata, la quale permette di recuperare materie prime come l'alluminio, la plastica e nuova carta, seppure un po' più scura. Di grande interesse, negli ultimi tempi, è la realizzazione di materiale fertilizzante proveniente dai rifiuti riciclabili: i rifiuti umidi, quelli che più ci infastidiscono perché fanno un pessimo odore, vengono inseriti in apposite macchine dal funzionamento semplice e casalingo, in grado di rielaborare i rifiuti e destinarli per le nostre piante appassite.

Educazione al riciclo

L'Europa e i cittadini che la costituiscono vanno educati, attraverso gli obiettivi che la comunità ha programmato sulla salvaguardia dell'ambiente. La media nazionale italiana è abbastanza al passo con le medie calcolate dalla comunità, al fronte di statistiche ben più preoccupanti: ci sono paesi che, attualmente, portano in discarica il 90% del loro pattume. Nonostante da un lato ci siano dati preoccupanti, dall'altro paesi come l'Olanda e la Germania sono fermamente attestati tra lo 0 e il 5%, dei dati strabilianti e meritevoli che meritano l'omaggio degli ambientalisti di tutto il pianeta,  ma anche dei cittadini di tutto il mondo. Le performance dell'Italia si proiettano verso un futuro più prospero, anche grazie alla collaborazione di realtà come Nova Ecologica , che ogni giorno si occupa attivamente di formare del personale competente in merito alla quotidiana gestione dei rifiuti.